Articoli: Relazione per un progetto culturale
 

Pubblichiamo qui di seguito la relazione per il progetto della 'bottega dell'artista' redatta dal professore Edgardo Ratti. Oggi il centro artistico è una realtà (vedi colonna a destra), ma importante è comunque la lettura di questo articolo che introduce in ogni caso le problematiche di base del Comune, problematiche che non sono ancora tutte risolte.

Il villaggio di Indemini, abbarbicato a 900 metri di altitudine, primo nucleo della Valle Veddasca scendendo verso l'Italia, comunque ancora in territorio svizzero fu, per lunghi anni fin verso il 1960, un tipico comune montano a civiltà contadina parecchio discosto dai centri, ma forse per questo capace di sopravvivere grazie soprattutto alla tenacia ed al coraggio della sua gente, all'agricoltura ed alla pastorizia che occupava a tempo pieno le donne in particolare in quanto gli uomini emigravano perlopiù nella Svizzera interna per fare il duro lavoro del muratore per rendere meno amara la vita di casa.

Il comune, che fa parte del Circolo del Gambarogno, contava ancora attorno al 1930 ca. 200 abitanti, una scuola di 30 allievi distribuiti su 8 classi, un paio di ristoranti e altrettanti negozi. Senza luce elettrica, senza acqua corrente in casa e le provviste che arrivavano una volta alla settimana Indemini viveva tempi tutt'altro che facili anche per i ragazzi che, terminata la scuola a fine maggio, dovevano aiutare in casa e nei campi. Le vacanze? Quelle erano un lusso che non potevano permettersi. E così persistendo questa precaria situazione, di anno in anno, il villaggio prese a spopolarsi per ragioni facilmente comprensibili cosicché alla fine la sua fisionomia e la sua caratteristica di paese agricolo cambiò piano piano in modo radicale a causa della sempre minore redditività abbandonando il lavoro dei campi per sposare la causa turistica pur con tutti i problemi annessi: infrastrutture, servizi, collegamenti, eccetera.

S'installarono, a poco a poco, i primi stranieri che, attirati dal paesaggio, dal clima, dalla pace e tranquillità, presero fissa dimora nel paese portando aria nuova e, almeno inizialmente, qualche piccolo comprensibile inconveniente. Tuttavia i problemi da risolvere erano ancora tanti anche perché la popolazione indigena contava nella misura dei 3/4 di persone anziane ed i giovani si contano sulle dita di una mano. Per cui alla luce di questa particolare situazione non è difficile immaginare le difficoltà nelle quali si imbattono le autorità per dare l'indispensabile al paese in modo che possa far fronte ai bisogni della comunità. Bisogni che, pur con le diverse proporzioni, sono gli stessi di un altro paese al piano o di una città, con però mille difficoltà in più, in particolare finanziarie, per risolverli.

Il paese pertanto ha bisogno di aiuti esterni, di grande solidarietà così da fugare quella manifesta impressione di isolamento, di emarginazione o, peggio ancora, di paese in totale estinzione.

Non che si voglia o si pretenda di fare di Indemini un centro turistico e culturale con particolari e sofisticate attrezzature. Non avrebbe senso. Nondimeno si cerca di creare una motivazione in più di quelle esistenti, per una vita ancora migliore.

Già il ripristino della casa comunale con annesso scuola, asilo, cancelleria e locale ambulatoriale medico, reso possibile grazie all'aiuto di Enti pubblici e privati, si inserisce in un progetto di miglioramento del paese. A lato di questa utilissima struttura non v'è da dimenticare la piccola, modesta ma significativa galleria d'arte moderna di richiamo certamente interessante. Così pure la ristrutturazione della vetusta scuola di storica memoria, diventata un accogliente ostello con ottimi risultati, portata a termine per merito di un significativo gesto di solidarietà delle città di Ginevra, Zurigo, Winterthur ed in particolare del Cantone di Basilea Campagna, rientra in un ciclo per migliorare le sorti del paese a lunga scadenza.

E questo già più che positivo quadro, potrebbe essere, se non completato, per lo meno arricchito di un'altra struttura che porterebbe al villaggio ulteriori stimoli ed ulteriori proposte in proiezione futura del paese. La ristrutturazione della casa parrocchiale, perché è di questa che si intende parlare, fa parte proprio di quelle realizzazioni a favore dell'interesse di questa piccola comunità montana.

Costruzione tipica del villaggio, addossata alla chiesa, inabitata da diversi anni arrischia, se lasciata ad un suo possibile destino, un'indegna decadenza. V'è tuttavia da segnalare la previdente accortezza delle autorità locali nel restauro del tetto in piode, proprio per evitare il peggioramento dello stabile. Operazione tuttavia vana se non seguita da una utilizzazione attiva e fruttuosa. Ed è appunto questo lo scopo del progetto che si intende sottoporre alla vostra cortese attenzione e, siamo certi, alla vostra approvazione.

1. La ragione mi sembra sia contenuta in tutto quanto descritto qui sopra e cioè, in sostanza, per aiutare il paese e migliorarne la sua immagine con positive ricadute sia dal profilo turistico, economico, sociale e culturale.

2. In tempi di grave recessione che stiamo vivendo, mi sembra molto importante insistere sull'aspetto culturale del progetto, in quanto la cultura, e di questo ne sono assolutamente convinto, fa parte di quegli aspetti sociali che contribuiscono al miglioramento dell'attuale critica situazione economica. Non può esserci rilancio economico e turistico senza cultura.

3. L'idea di farne della casa parrocchiale un centro per artisti, risponde pertanto a queste esigenze immediate. I risultati saranno oltretutto a breve scadenza in quanto la casa potrà, da subito, una volta ristrutturata, ospitare artisti soli o con famiglia che, attirati dal particolare e maestoso fascino ambientale, dalla natura ed aria ancora incontaminate, dalla tranquillità e dalla pace, contribuiranno a portare altri segni di vita al paese con il loro prezioso lavoro lasciando una concreta testimonianza del loro soggiorno.

Quanto sopra la destinazione che si intende dare alla casa parrocchiale. Struttura che, unitamente all'Ostello ed alla galelria d'arte che beneficierà notevolmente di questa operazione, farà parte di un complesso culturale di tutto rispetto che molti paesi al piano, con molte più possibilità, vorrebbero avere.

Sono pertanto certo della vostra approvazione per concretizzare questo importante e valido progetto.

Edgardo Ratti, professore

Album fotografico Visitare Indemini Contatti TrasportiArchivio; Ufficio postale Funzioni religiose
Admin Login
Prezzi Ostello
Prezzi Bottega dell'Artista
Trasporti Pubblici TI
Comune Gambarogno