Articoli: Una galleria di base per Indemini
 

Istoriato

Da sempre Indemini è - per così dire - 'tagliato fuori' dal resto del Cantone. Basti pensare che per arrivarvi da ogni luogo della Svizzera vi è una sola concreta possibilità, quella di salire fino ai 1400 m dell'Alpe di Neggia per poi ridiscendere ai 900 m di Indemini paese.

Oltre alla distanza - su un percorso di montagna certamente non costruito secondo i moderni criteri in materia di viabilità - si è sempre confrontati con la caduta di sassi e detriti (specialmente con piogge intense e continue) e con le difficoltà di circolazione in inverno (con abbondanti cadute di neve o con forte gelo). Non bisogna dimenticare i disagi causati dalla caduta di valanghe in zona Valle d'Agro e Valle della Neve. l problema potrebbe tornare subito di attualità se si verificasse una forte nevicata.

Per le zone citate è già stato allestito un progetto per la realizzazione di 2 viadotti. Dall'inizio del 1980 si è sempre in attesa della loro realizzazione. È noto a tutti che la strada per Indemini - dal km 7 al km 13 - va considerata tratta pericolosa, sia in periodo estivo che invernale. Tutto ciò ha fatto sì - e fa sì - che il paese si trovi pressoché isolato dalle località del piano e dal resto del Cantone.

Se ai tempi dell'agricoltura e dell'emigrazione il nostro villaggio ha avuto e saputo mantenere una relativamente 'importante' popolazione, con l'avvento dei nuovi criteri di vita, il paese non ha più potuto offrire lavoro ai suoi cittadini e si è quindi spopolato in modo talmente drastico (dai 219 abitanti del 1940 si è passati a 122 nel 1950, 101 nel 1960 e 62 nel 1970) da costringerci nel 1969 a chiudere la scuola elementare.

La mancanza di lavoro in loco, i lunghi tempi di percorrenza per arrivare al posto di lavoro nei principali centri, gli scarsi mezzi pubblici di collegamento (in pratica nessuna possibilità di poter scendere e ritornare al proprio domicilio in giornata), la mancanza della scuola elementare, la concentrazione della scuola media, hanno spinto molta gente ad abbandonare, seppur a malincuore, il loro paese natìo. Gia nel primo dopoguerra, confrontati con lo spopolamento era stata portata avanti dagli Indeminesi l'idea di una galleria, ma senza alcun successo (sembra sia stato un ingegnere dell'esercito ad averne proibito la costruzione per motivi strategici).

All'inizio degli anni 80 - con l'arrivo di alcune giovani famiglie di contadini dalla Svizzera tedesca e francese - vi è stata una piccola inversione di tendenza. In modo particolare vi è stato un incremento della natalità che ha permesso nel 1991 la riapertura della scuola elementare. Ora la tendenza è di nuovo alla fuga ed allo spopolamento, sia per essere vicini alla scuola media, sia per una naturale ed accresciuta mortalità dell'anziana popolazione indigena. Conseguenza: nel 1990 gli abitanti erano 91, nel 2000 solo 54. E sono destinati a diminuire ulteriormente se non si riuscirà a trovare un rimedio duraturo; se l'attuale tendenza dovesse continuare, fra non molti anni Indemini rimarrà soltanto un pittoresco "villaggio di vacanza"... e un museo per turisti.

Ridare vita al paese

Per porre rimedio al fenomeno dello spopolamento, forse basterebbe costruire una 'galleria di base' di poco più di 3 chilometri di lunghezza, fra il bivio per i monti di Piazzogna e la zona Pezze all'entrata del paese di Indemini. I tempi di percorrenza fra Vira e Indemini si ridurrebbero a ca. 20 minuti, rispetto agli attuali 40, ed il tragitto sarebbe sicuro e percorribile tutto l'anno senza alcun problema. Si potrebbe inoltre organizzare il trasporto degli allievi alle scuole, evitando l'abbandono del paese da parte di quelle famiglie che hanno figli in età di scuola media o media superiore.

A queste condizioni, siamo convinti della possibilità di rendere attrattivo Indemini inizialmente almeno per una quindicina di famiglie che assicurerebbero continuità al villaggio ed alla scuola elementare per la quale abbiamo riattato le infrastrutture. ciò comporterebbe pure un maggior gettito fiscale valutato ad almeno fr. 75'000 l'anno (anche in conseguenza all'aumento dei valori di stima).

Per fronteggiare l'aumento della popolazione, pensiamo alla formazione di una zona edificabile fra la dogana ed il vecchio nucleo. Saremo così in grado di ospitare almeno 300 - 350 abitanti. Per il resto, il Comune è già servito da tutte le infrastrutture necessarie per far fronte ad un aumento dei domiciliati: canalizzazione, acquedotti, scuole, negozio di generi alimentari, ristoranti, ostello, ecc... Ci manca solo la possibilità di avere un collegamento sicuro e veloce con il resto del Cantone e della Svizzera.

La galleria porterebbe inoltre beneficio anche alla piccola stazione sciistica dell'Alpe di Neggia in quanto il suo accesso sarebbe garantito direttamente dal versante sud (verso Indemini). Ciò comporterebbe minori problemi di viabilità e minor tempo di percorrenza con un incremento significativo degli ospiti. Va anche detto che, negli ultimi anni, ci si è dati parecchio da fare per ridare slancio a questa stazione sciistica (ristrutturazione del ristorante-albergo e potenziamento degli impianti).

Sulla base degli studi fatti, i costi della galleria sono preventivati in ca. fr. 35'000'000. Siamo coscienti del notevole investimento richiesto da quest'opera. Cionondimeno vi sarebbero grossi vantaggi (sottoforma di risparmio) di costi di manutenzione stradale e, non da ultimo, la pericolosità del tragitto verrebbe massicciamente ridotta. La Società Elettrica Sopracenerina e le aziende di telefonia potrebbero pure approfittare di questa galleria per semplificare le loro reti di distribuzione attualmente soggette a costanti lavori di manutenzione.

Album fotografico Visitare Indemini Contatti TrasportiArchivio; Ufficio postale Funzioni religiose
Admin Login
Prezzi Ostello
Prezzi Bottega dell'Artista
Trasporti Pubblici TI
Comune Gambarogno